DA NON DIMENTICARE

 

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L'OSPEDALE SAN GIACOMO

Un acceso confronto si è sviluppato, nei mesi scorsi, tra lo scrivente consigliere e la Giunta regionale del Lazio sulle sorti dell’Ospedale San Giacomo, vicenda che è stata, ed è tuttora,al centro della Sanità laziale.
L’ipotesi che l’immobile che per settecento anni ha ospitato l' ospedale San Giacomo sarebbe dovuto diventare una sorta di Casa della Salute per un totale di un' ottantina di posti letto, e centri diagnostici e laboratori, per la cosiddetta assistenza di prossimità mi ha indotto  a sostenere la cittadinanza, contraria a tale proposta e soprattutto a comprendere le motivazioni, ancora oscure, di tale scelta.
Inoltre, in un momento in cui la necessità dei posti letto è diventata una priorità, del nuovo San Giacomo si parla come luogo idoneo ad iniziative culturali, mostre, e rappresentazioni, sui temi della salute e della medicina, che, ferma restando l’importanza delle stesse,possono trovare spazio anche in importanti Istituti di Roma.
Come si evince da alcuni comunicati stampa, di seguito riportati, ho diffuso il mio messaggio di disappunto verso tale scelta inopportuna, cito solo poche dichiarazioni. Ulteriori notizie sulla vicenda sono sul sito alla voce “Comunicati stampa”:

12.09.2008
SAN GIACOMO: DESIDERI, ANCHE LA REGIONE DECIDE SULLA NUOVA DESTINAZIONE D’USO
«Un ospedale che chiude non è mai un bel segnale. Marrazzo verrà ricordato per averne fatto scomparire uno attivo da 700 anni. E per non aver fatto chiarezza sul destino della struttura. Ci riferiamo al San Giacomo di Roma, ovviamente. Si tratta di un complesso edilizio storico di incommensurabile pregio situato al centro del Tridente, fra via Ripetta e via del Corso. In base alle normative urbanistiche vigenti sulla tutela dei beni di interesse storico-artistico e paesaggistico ambientale, leggi 1089 e 1497 del 1939, a dover decidere sulla nuova destinazione d’uso del nosocomio sarà anche la Regione Lazio. Questo è un punto chiave».
10.09.2008
SAN GIACOMO: DESIDERI, REGIONE DECIDE SU NUOVA DESTINAZIONE D’USO
«In merito al futuro dell’ospedale San Giacomo non sappiamo se sia Marrazzo a consigliare il suo portavoce Zamperini o il contrario. Di certo ci è stata offerta una palla facile da schiacciare. Di questo ringraziamo, affermando a voce ancora più alta che non esiste chiarezza sul destino del complesso edilizio storico e di incommensurabile valore situato al centro del Tridente. Tanto è vero che su questo punto né il commissario presidente, né il portavoce del commissario presidente dicono una parola. E quel poco che affermano è sbagliato. È infatti anche e soprattutto la Regione, sulla base delle normative urbanistiche vigenti, a dover decidere sulla nuova destinazione d’uso dell’immobile una volta che l’ospedale, dopo 700 anni di onorato servizio, sarà chiuso».
07.08.2008
OSPEDALE SAN GIACOMO: DESIDERI, DIVENTERÀ UN ALBERGO DI LUSSO?

«Attendiamo fiduciosi il giorno in cui a Marrazzo verrà finalmente chiesto conto di tutte le dichiarazioni rilasciate. Le ultime sul San Giacomo sono emblematiche di come viene governata la sanità nella nostra regione. Il commissario ha detto che l’ospedale sarà chiuso e che al suo posto sorgerà un presidio di primo soccorso. Cioè un ritaglio di quello che già c’è. E la parte rimanente del nosocomio? Non è dato saperlo. Da ciò si evince che il presidente ha poche idee e tutte confuse. Il complesso edilizio è di ragguardevoli dimensioni e per posizione, si trova al centro del Tridente, e valore storico, non ha prezzo. Questo è certo. A questo punto viene un dubbio: qualcuno, all’interno o nei pressi dell’esecutivo, sta forse pensando di vendere il San Giacomo per farlo diventare un albergo di lusso? Se è così, abbia il coraggio di dirlo».

09.2008
SAN GIACOMO/ DESIDERI: MARRAZZO NON SI NASCONDA, INCONTRI I MANIFESTANTI
«La protesta contro la chiusura del San Giacomo è sacrosanta. È un brutto momento per la nostra città e la nostra regione. Nel nome di una “sanità moderna” i romani perderanno un ospedale. L’operazione di vendita del complesso immobiliare situato nel punto più appetibile della città è diventata improvvisamente una priorità per il commissario Marrazzo. Non se ne può parlare altrimenti si innervosisce. Neanche le invettive di alcuni esponenti amici del centrosinistra contro la costruzione del gassificatore di Malagrotta o della centrale turbogas di Aprilia lo hanno mai messo così in agitazione. Chissà perché. Il commissario non si nasconda, sia responsabile dei propri atti e incontri i manifestanti».